giovedì 3 novembre 2011

ALMANYA - LA MIA FAMIGLIA VA IN GERMANIA dal 7 dicembre al cinema



IL FILM

15 milioni di incasso - 2 milioni di spettatori - Un viaggio andata e ritorno dalla Turchia alla Germania - 40 anni di ricordi - tanta tantissima musica condita con battute folgoranti, situazioni esilaranti e una galleria di personaggi indimenticabili e divertenti... Tutto questo e molto altro ancora è ALMANYA - LA MIA FAMIGLIA VA IN GERMANIA una travolgente commedia “on the road” a metà tra East Is East e un film di Fatih Akin, capace di divertire e commuovere raccontando una storia attualissima.

Protagonista del film è Hüseyin Yilmaz, patriarca di una famiglia turca emigrata in Germania negli anni ‘60. Dopo una vita di sacrifici, ha finalmente realizzato il sogno di comprare una casa in Turchia e ora vorrebbe farsi accompagnare fin lì da figli e nipoti per risistemarla. Malgrado lo scetticismo iniziale, la famiglia al completo si mette in viaggio e alle nuove avventure nella terra d’origine si intrecciano i ricordi tragicomici dei primi anni in Germania, quando la nuova patria sembrava un posto assurdo in cui vivere. Lungo il tragitto, però, vengono a galla molti segreti del passato e del presente e tutta la famiglia si troverà ad affrontare la sfida più ardua: quella di restare unita.

Applauditissimo all’ultimo Festival di Berlino, il film segna l’esordio nel cinema delle giovani sorelle Yasemin e Nesrin Samdereli, rispettivamente regista e co-sceneggiatrice, che hanno voluto raccontare in forma di commedia i loro ricordi di ragazze tedesche di origine turca.




NOTE DI REGIA
di Yasemin e Nesrin Samdereli

Tre domande fondamentali
Tempo fa abbiamo iniziato a notare che molte persone trovavano divertenti i racconti della nostra infanzia, racconti di due bambine di origine turca nate a Dortmund. Basti pensare che una di noi (Nesrin) andava alla scuola cattolica, passando i mercoledì a cantare inni in chiesa, mentre l’altra (Yasemin) suonava il flauto in una banda. E ancora c’è chi crede che noi turchi non ci siamo dati da fare per integrarci! In ogni caso, quello dell’integrazione è un tema fondamentale oggi e il nostro film affronta delle domande chiave: perché siamo qui, come tutto è cominciato e cosa significa essere “stranieri”.

Non siamo tutti uguali
Negli anni ottanta uscì un film molto drammatico, Yasemin. La gente pensava che nostro padre ci trattasse come quello del film tratta la figlia, in modo repressivo, e non importava che noi negassimo dicendo che nostro padre era molto tollerante. La gente non ci credeva. Questo dimostra che alcune persone vogliono ancora pensare che milioni di Turchi che vivono in Germania siano tutti uguali, con famiglie conservatrici pronte a punire le figlia innamorata del ragazzo sbagliato. È anche questo il motivo per cui volevamo girare una commedia che raccontasse la storia di persone normali come quelle con cui siamo cresciute.

L’invidia del Natale
Nella sceneggiatura abbiamo inserito molti aneddoti della nostra giovinezza, ad esempio il nostro ardente desiderio del Natale. Per noi era una tortura vedere i nostri amici tedeschi mostrare orgogliosamente i loro regali e raccontarci le tradizioni natalizie, con l’albero, tutto quel buon cibo, ecc. Una volta abbiamo costretto nostra madre a organizzare una festa di Natale, ma è il risultato è stato un flop totale…

La Festa del Sacrificio
Nesrin ricorda che in seconda elementare le fu chiesto se c’era una festa simile al Natale tra noi musulmani. Pur di dire qualcosa, lei parlò della Festa del Sacrificio (la ʿīd al-aḍḥā), durante la quale le pecore vengono sgozzate e la carne distribuita a parenti e vicini. Dopo questo racconto, gli altri bambini tedeschi hanno cominciato a guardarla in modo strano… Alcuni dei loro genitori hanno preso l’abitudine di farci dei regali di Natale, per compassione!

Problemi di scrittura
Scrivere la sceneggiatura di Almanya – La mia famiglia va in Germania è stato un processo lungo e difficile e se non l’avessimo affrontato insieme ci saremmo sicuramente arrese. In compenso siamo diventate un buon team, anche lavorando separatamente su diverse scene. Alla fine abbiamo dovuto stendere diverse versioni del copione, poiché in Germania c’è una tradizione di film a tematica “turca” essenzialmente drammatica… Le compagnie di distribuzione erano spaventate dal fatto che la nostra fosse invece una commedia!

Antenne turche
Ancora più complesse sono state le riprese, poiché il progetto in sé rappresentava una sfida appassionante: un cast nutrito, molte scene con bambini protagonisti, l’ambientazione nel passato dei tanti flashback. Le sequenze degli anni Sessanta girate in Turchia a Izmir (Smirne) rimangono quelle più faticose, anche nel voler ricreare l’atmosfera del passato: solo convincere le famiglie turche a togliere le antenne dai tetti e rinunciare alla tv per due giorni è stata un’impresa folle!

Il multiculturalismo è finito?
Oggi in Germania è in corso un intenso dibattito su come risolvere la questione dell’integrazione. Si svolgono discussioni infuocate sui lampanti deficit culturali dei Gastarbeiters (lavoratori ospiti), sui loro presunti comportamenti antisociali che sfogano nella violenza o in fenomeni come i delitti d’onore. A volte il multiculturalismo sembra essere finito, ma quello che troviamo nei titoli dei giornali è solo quello che NON funziona. Almanya – La mia famiglia va in Germania ci ricorda che questi lavoratori stranieri erano invitati dal governo tedesco e che hanno dato un enorme contributo alla stabilità economica del paese. Avevano il diritto di restare e i loro figli e nipoti sono cittadini tedeschi a tutti gli effetti. Questo è quanto dice il nostro film: siamo qui e per noi è giusto così.



TURCHI (E NON SOLO) IN GERMANIA:
UNA STORIA EMBLEMATICA DELL’EUROPA MODERNA

Chiedevamo dei lavoratori e sono arrivate delle persone
(Max Frisch)

Nel secondo dopoguerra, le aziende della Repubblica Federale Tedesca iniziarono a lamentarsi per la mancanza di operai. La prima causa del problema era la guerra stessa, che aveva ridotto drasticamente la popolazione maschile. I primi accordi tra stati per reclutare dei lavoratori stranieri furono stipulati con l’Italia nel 1955, quindi seguirono la Spagna e la Grecia. Riguardo agli italiani, furono ben 3 milioni i lavoratori a varcare la frontiera tedesca, prevalentemente di origine siciliana, calabrese, abruzzese e pugliese, ma anche veneta ed emiliana.

In base a un trattato firmato con la Turchia nel 1961, iniziarono ad arrivare in Germania Ovest anche i Gastarbeiters turchi, che raggiunsero in poco tempo le 826.000 unità: per la Turchia era un modo di cercare una soluzione ai propri problemi economici e sociali, per i tedeschi quello di ottenere manodopera a basso costo a sostegno del boom di quegli anni. Inoltre, era nell’interesse della NATO stabilizzare un paese come la Turchia, di grande valenza strategica durante la Guerra Fredda.



La maggior parte dei lavoratori turchi arrivavano da Istambul con treni speciali, che impiegavano circa 50 ore per giungere a destinazione passando per la Grecia. Solo negli anni Settanta furono inaugurati dei tragitti più rapidi attraverso la Bulgaria, ma d’altra parte nel 1973 venne posta fine al trattato di reclutamento fra i due stati. In quell’anno il numero complessivo di lavoratori stranieri presenti in Germania Ovest era di ben 4 milioni.

Tra il 1961 e il 1973 più di 2,6 milioni di turchi hanno fatto richiesta di lavoro per entrare in Germania e a chiunque passasse i test imposti dalle autorità tedesche (che riguardavano la salute, l’istruzione, le attitudini professionali) era concesso il visto. La maggior parte di queste persone veniva inviato nella Regione della Ruhr, enorme agglomerato urbano nato intorno ai ricchissimi giacimenti minerari.

La popolazione turca in Germania ha continuato a crescere negli anni grazie alla politica dei ricongiungimenti famigliari e ai matrimoni contratti nel nuovo paese. Oggi i cittadini di origine turca sono alla quarta generazione. Secondo l’Istituto di Statistica tedesco, dei 6,7 milioni di stranieri che nel 2009 vivevano nella Germania riunificata, i turchi costituiscono il gruppo più ampio con 1 milione 660mila unità. La rappresentanza italiana è invece di 650.000 persone.



YASEMIN SAMDERELI
regia e sceneggiatura
Nata a Dortmund nel 1973, studia cinema alla Hochschule für Fernsehen und Film di Monaco. A soli 20 anni inizia a lavorare come assistente alla regia e sceneggiatrice, quindi approda come free lance alla Bavaria Film, dove si occupa del progetto didattico “Das filmende Klassenzimmer”. Negli anni successivi si fa le ossa collaborando a grandi produzioni internazionali come Senza nome e senza regole (1998, con Jackie Chan) o Fields of Dreams (2002, di Stanley Tong), mentre inizia a dirigere diversi cortometraggi: Schlüssellöcher (1994), Lieber Gott (1995), Lachnummern (1996), Kismet (2001), Sextasy (2004).
Nel 2002 dirige il suo primo film per la tv, la commedia multiculturale Alles Getürkt, a cui segue nel 2007 Ich Chefe, Du Nix, mentre nel 2006 è tra le firme della serie tv di culto Turkish for Beginners. Almanya – La mia famiglia va in Germania è il suo primo lungometraggio per il cinema.



NESRIN SAMDERELI
sceneggiatura
Nata a Dortmund nel 1979 e di sei anni più giovane della sorella Yasemin, entra nel mondo del cinema lavorando alla Kinowelt. Inizia quindi a collaborare con Yasemin per la sceneggiatura dei suoi cortometraggi Kismet (2001), Sextasy (2004). È ancora al fianco della sorella per Alles Getürkt, film per la TV trasmesso nel 2002, mentre scrivono insieme una puntata della celebre serie Turkish for Beginners. Nesrin dirige Delicious, il suo primo cortometraggio, nel 2004. Anche per lei Almanya – La mia famiglia va in Germania rappresenta il debutto nel cinema.

3 commenti:

  1. Buongiorno, ho ascoltato ieri sera la trasmissione "Hollywood party" in merito alla presentazione del film.Non potendo essere presente alla proiezione romana,cedo il mio posto ad altri.
    Mi urgeva complimentarmi per le ottime e coraggiose scelte.Grazie.Mariangela Imbrenda

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  2. Una film multiculturale, intergenerazionale, on the road sull’immigrazione turca in Germania. Un po’ East is East, un po’ Fatih Akim. Gag divertenti, lacrime, spunti su temi universali … cosa si vuole di più da una commedia turco-tedesca?

    http://www.lundici.it/2011/12/film-del-mese-almania-la-mia-famiglia-in-germania/

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  3. bel blog...venite su nonsoloci.blogspot.it

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